Challengers – receMsione, Zendaya e lezioni di tennis

Le palline da tennis sono composte da due semisfere in gomma ricoperte da due lingue di feltro che si abbracciano.
Sono nate per ballare ma non ballano se nessuno è lì a condurre.
Questa, in breve, è la trama di Challengers.

Allego foto di palline da tennis per farvi capire che ho ragione:

 

La trama per davvero (anche se l’avevo già descritta benissimo)

Tashi (Zendaya), Patrick (Josh O’ Connor) e Art (Mike Faist) sono giovani, splendidi e giocano. Patrick e Art si innamorano di Tashi e lei li fa rimbalzare da una parte all’altra della rete per 130 minuti in cui lo spettatore aspetta il prossimo rovescio, spesso invocando l’intervento dell’arbitro. Non tanto per lo snocciolarsi della storia, ineccepibile, quanto perché l’esistenza terrena di creature quali Zendaya Coleman ti induce ad alzare la mano e chiedere di controllare se esista davvero il fair play.
Quando prende decisione importanti, ad esempio, cammina davvero in slow motion? Una vestaglia può stare così bene ad un essere umano? Perché mentre guarda in camera sembra aver scovato la tua anima e vorresti lasciargliela perché ormai non sai più cosa fartene?

Zendaya in challengers che guarda verso l'alto

Si tratta di domande a cui si pensa una volta usciti dalla sala perché, mentre si è seduti sulla poltrona, non si può far altro che danzare da un punto all’altro della linea temporale.
I protagonisti sono splendidi ciascuno a suo modo, uno ha una faccia da schiaffi, uno da bacetti e una è una divinità sulle cui proporzioni probabilmente Policleto avrebbe potuto costruirci un canone ma nell’antica Grecia le donne non esistevano e tutti gli studi venivano svolti sulle fisicità degli uomini.

Il film è diretto da Luca Guadagnino (Call me by your name, Bones and all ma anche Melissa P.) e scritto da Justin Kuritzkes, marito di Celine Song, sceneggiatrice e regista di Past Lives e se volete, potete vedere Challengers con i vostri genitori anche se ci sono parecchie scene birichine. Sia orizzontali sia di uomini che si nutrono solo di churros o banane ma del resto abbiamo visto Call me by your name in cui succedevano cosacce con le pesche sappiamo cosa aspettarci.

Se mai qualcuno dovesse chiedermi come si scrive un capolavoro, Maestro Guadagnino, parlerò di lei.

 

Dichiarazioni a caldo dopo che ho vinto 3 set

 

Tutto quello che vogliamo, é trovare qualcuno che ci faccia battere con passione/ una racchetta per le nostre palline / una bella storia che non importa che sia proprio d’amore. 

Ormai siamo arrivati alla fine e io non vi ho ancora dato lezioni di tennis, ebbene, il motivo per cui tutti siete qui con me non è altro che un clickbait. Le uniche tre volte che ho giocato è perché avevo comprato una gonna bianca cortissima che avrei potuto indossare solo con la scusa della racchetta.
Però, se volete, sono molto brava a fare il ragù.

 

 

In un trailer di Challengers è stata usata S&M di Rihanna, nell’altro Maneater di Nelly Furtado, il tutto al grido di “facciamo le cose per bene“: non posso negarlo, ci sono riusciti.

Se doveste decidere di vederlo, sono qui per voi.
Un bacio a testa,
Marta

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