Io prima di te

Io prima di te – receMsione

Ho visto questo film con tre delle mie persone preferite e, alla fine, ci siamo ritrovate ad un tavolo a discutere di massimi sistemi: eutanasia, vignette satiriche e l’outfit di Giulia Salemi.
Ogni anno, mi presento da loro con un libro diverso. In genere ne conseguono audio in lacrime, insulti a me medesima e pianti più o meno sommessi in spiaggia: quando questo accade, sono sicurissima che mi accompagneranno al cinema.

 

La trama

Siamo arrivate in sala attrezzatissime e consapevoli di ciò a cui avremo assistito. Scatola di Kleenex pronta perché “mi dà fastidio il fruscio dei fazzoletti al cinema“, qualche trailer e poi si comincia.
Dal canto mio, sono assolutamente estremista quando si parla del doppiaggio dei film e già questo è stato un ostacolo piuttosto ingente, in italiano i due sembrano appartenere allo stesso ambiente mentre nella versione inglese del film è evidente che ci sia qualche differenza in più oltre agli eccentrici outfit di Lou. Con il doppiaggio inoltre la macchina della distribuzione rallenta inevitabilmente e abbiamo visto il film con un mese di ritardo rispetto al resto del mondo quindi sottotitoli grazie.
A parte questa polemica sterile, e a parte quello che le tre persone di cui sopra mi hanno fatto notare, a me è parso che la rivisitazione cinematografica sia stata piuttosto fedele a quella letteraria.
La Moyes, oltre ad essere l’autrice del libro da cui la storia è tratta, si è anche occupata della sceneggiatura e, per esigenze temporali, alcuni personaggi hanno avuto pochissimo spazio sul grande schermo o, addirittura, non ne hanno avuto proprio.
Will non ha una sorella, il padre di Will non ha un’amante e  non esiste il labirinto vicino a casa Traynor. Con queste premesse, ovviamente, non può nemmeno esistere la notte che ha reso Lou la persona che abbiamo imparato a conoscere. Si è trattato qui di una scelta dell’autrice, decisamente coraggiosa, che non ha voluto aggiungere dramma al dramma.
Non ha voluto aggiungere dramma al dramma ma c’ha infilato le canzoni di Ed Sheeran ma di questo ne parliamo più avanti.

 

Gli attori

  • Claflin è troppo, forse era meglio non ci fossero i sottotitoli così abbiamo potuto vederlo per intero e senza distrazioni. Oltre a questo, è credibile ed è uno dei fattori più importanti quando si sceglie di trattare un tema così delicato
  • Daenerys Targaryen, nata dalla tempesta, la prima del suo nome, regina degli Andali, dei Rhoynar e dei Primi Uomini, signora dei Sette Regni, protettrice del Regno, principessa di Roccia del Drago, khaleesi del Grande Mare d’Erba, la Non-bruciata, Madre dei Draghi, regina di Meereen, Distruttrice di catene” è brava anche quando interpreta Louisa Clark bagnata dalla tempesta.
    Fa un movimento di sopracciglia che perfino la Delevingne se lo sogna ed è così solare da scaldare lo schermo in qualunque situazione. Si è anche tatuata un’ape in onore del personaggio che interpreta e questo, se possibile, la rende ancora più adorabile
  • Neville Paciock è poco credibile nei panni del super atleta ma quello è un problema mio che me lo ricordo morbidino e che sbacchetta contro Voldemort: dobbiamo ammettere che Matthew Lewis ha lavorato molto per entrare nel personaggio e per entrare in quei leggings microfibra in cui mi ci starebbe un braccio. Forse
  • Treena è troppo bella per essere vera ma nel senso che se sei bella così e sei anche simpatica e sei anche intelligente comincio a dubitare della giustizia divina
  • Ero convinta che Nathan fosse di colore. Voi ditemi dove posso aver letto che Nathan sarebbe stato di colore.

 

La colonna sonora


Io penso che inserire Jessie Ware, gli X Ambassadors, gli Imagine Dragons,  the 1975 e Ed Sheeran nello stesso film sia come pescare con le reti a strascico: illegale e a colpo sicuro.
Loro volteggiano sulla pista da ballo dagli altoparlanti si diffonde Thinking out loud e ok, pensi che ormai il peggio sia passato.
Poi però comincia Photograph che sappiamo tutti cominciare con “Loving can hurt” e, a quel punto, sapevamo anche che avrebbe fatto male sul serio.

 

La promozione

50 giorni prima della proiezione americana, Sam Claflin ha cominciato un countdown su IG: una foto al giorno in cui condivideva un particolare momento sul set, il più della volte con la Clarke che organizzava scherzi pazzeschi.
Il tutto per dirvi che Claflin, oltre ad essere di bell’aspetto, fa anche ridere.

 

Cose che ho deciso di dire senza motivazione alcuna

Non ho pianto.
Non ho pianto né per il film né leggendo il libro perché ho trovato che tutto fosse inevitabile. Indubbiamente ben orchestrato ma pur sempre inevitabile.
Will, in quanto personaggio, non avrebbe mai potuto accettare una vita immobile con una mente che corre troppo più velocemente rispetto a quanto le sue gambe potranno mai fare e non avrebbe mai potuto permettere a Lou di seguirlo passo passo soprattutto perché lui, di passi avanti, non ne potrà fare.
Ciò che mi è piaciuto da impazzire è che Will si chiami proprio Will e non è di certo un caso. Will, sebbene non sarà più presente, sarà comunque il futuro.
Sarà in ogni risposta di Lou, in ogni promessa terminata appunto con un “I Will“.
Se si fosse chiamato Costanzo, ad esempio, sarebbe stato un casino.

Rubo le ultime righe per ringraziare quei soldati silenti che, a fine proiezione, si apprestano con audacia a pulire la sala recuperando fazzolettini intrisi delle nostre lacrime.
Ragazzi, questa receM è per voi.

3 pensieri su “Io prima di te – receMsione

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