Lost

Perché vedere: Lost

Avete presente quelle cose che ognuno dovrebbe fare nella propria vita e che se non hai fatto tutti sentono il bisogno fisico di guardarti come se provenissi dalla Luna e gridare in coro OMMIODDIONONLHAIMAIFATTO? Tipo rotolare nelle ortiche pensando che fosse divertente, ordinare il gelato nel cono lasciando lì il cono e roteare la coda alta come farebbe Perrie Edwards? Ecco. Tra quelle cose c’è anche guardare Lost.
Lost è un colosso della cultura telefilmica americana mondiale ed extraterrestre, tant’è che più che un “perché vedere” sarebbe più etico da parte mia scrivere una mega recensione piena zeppa di spoiler ma la verità è rullo di tamburi che ho capito metà delle storyline e l’unico modo di uscirne è scrivere un “perché vedere“.

 

Info generali

Lost è quella serie che dopo che l’hai iniziata cominci a domandarti perché non l’hai iniziata prima, appena prima di mettere in dubbio ogni singolo aspetto della tua vita, dal biglietto aereo prenotato per le vacanze al nome di battesimo dei tuoi genitori. Ti cambia, ti schiaffeggia perché quando andava in onda tu perdevi tempo a guardare Paso Adelante e ti rimette al tuo posto consapevole che tanto la finirai entro il mese successivo.
Per i pochi che nel 2004 già amavano lo spagnolo (e non sto parlando di Roberto Arenales), Lost parla dei passeggeri del volo 815 della Oceanic Airlines da Sidney a Los Angeles, che pensa bene di precipitare su un’isola sperduta in mezzo all’oceano. Da lì in poi le sei stagioni si riassumono con una parola: casino. Sull’isola accadono fatti apparentemente inspiegabili ma che verranno spiegati (quasi tutti), gli abitanti dell’isola sembrano essere più del previsto e non tutti sembrano essere umani.
J.J Abrams, Damon Lindelof e Jeffrey Lieber sono i responsabili del fenomeno mondiale che è stato Lost e mi pare quasi di vederli, alle Hawaii, dove sono avvenute le riprese tra il 2004 e il 2010, sbronzi di mojito mentre si guardano in faccia senza avere la più pallida idea di come mandare avanti le infinite sottotrame. Come biasimarli.

 

Perché vederlo

  • Lost è più di una serie, è un’esperienza, e noi binge-watchatori ce ne rendiamo conto relativamente. Ce lo possono raccontare meglio coloro che a suo tempo hanno seguito la serie dilazionata nel tempo, immagino dimenticando tutto ciò che è successo con cadenza settimanale e aiutandosi con Lostpedia, sito a tratti geniale creato dal fandom sul quale passerete i mesi dopo aver visto il series finale. Ecco, non prima, se non volete spoilerarvi la vita.
  • Ci sono alcune cose che ti sembra di sapere da sempre e su cui rifletti solo dopo averle scritte in una recensione sul sito di Marta: finito Lost, conosci davvero i personaggi. Dopo aver visto PLL sappiamo che Aria Montgomery ha una spiccata vena artistica così come lo sappiamo di Callie Foster alla fine di The Fosters, ma lo sappiamo perché ce lo ripetono quelle diciotto volte a puntata necessarie per farci capire che oltre a quello la sovrastruttura del personaggio non è poi così solida. In Lost sappiamo tutto, abbiamo fin troppe informazioni sul passato di ciascun personaggio e i flashback ad una certa si confondono con i flashforward su uno stesso personaggio. Finisce Lost e a te dispiace di non vedere più i personaggi che ti stavano antipatici perché ormai ti sembra di conoscerli realmente.
  • I misteri di Lost non sono intesi come i misteri di Riverdale: rendiamo grazie a Blake Lively.
  • Lost è venuto prima del 98% delle serie tv che abbiamo visto noi millenials, ma chi lo deve recuperare sarà felice di rivedere il 300% degli attori visti in altri telefilm: Ian Somerhalder da The Vampire Diaries, Naveen Andrews da Sense 8, Yunjin Kim da Mistresses, Henry Ian Cusick da Scandal, Harold Perrineau da Claws, eccetera eccetera eccetera.

 

Perché non vederlo

  • E’ inevitabile: ad una certa l’elemento sovrannaturale arriva. Non siamo davanti ad un fantasy ma Lost non è nemmeno una serie totalmente realistica.
  • Non aspettatevi effetti speciali d’avanguardia: era pur sempre il 2004.
  • Io devo prendere una tratta oceanica a brevissimo, poi magari vi farò sapere com’è prenderla appena dopo aver finito Lost. Spoiler per me: sarà terribile.
  • Non è la serie per voi se vi piace guardare serie solo ed esclusivamente per rilassarvi: verso la quarta-quinta stagione il livello di casino è così alto che vi metterete a disegnare mappe concettuali sui muri per stare al passo con le trame. O anche solo per capire se i flash sono back, sono forward o non sono affatto flash.
  • Il finale è controverso. Molti sono rimasti delusi, altri si dicono soddisfatti, altri – come me – sapevano dall’inizio che il finale non sarebbe potuto essere il top per tutti e si sono preparati adeguatamente ad una possibile delusione. Non voglio assolutamente fare spoiler, l’unica cosa che posso dire è che secondo me il finale va giudicato a mente fredda, ragionandoci su, perché dà spunti per varie riflessioni.

 

In definitiva, su Lost non ci sarebbe da scrivere un “perché vedere”, ci sarebbe da scrivere un’enciclopedia. Lostpedia, appunto. E’ una serie da vedere perché, per dirla schiettamente, non sarà mai possibile replicarla o costruire una serie così intricata, così ricca, così adrenalinica sulla sua falsa riga.
Vi aspetto tra i commenti per sapere quali sono i vostri personaggi preferiti (i miei Hugo, Sawyer, Sun, Gin e Juliet), se l’avete vista, o se avete intenzione di guardarla dopo aver letto l’articolo.
Ciao a tutti, Cosi.
-D

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