Film per quando hai voglia di piangere

5 film per quando hai voglia di piangere

A me piangere un po’ piace, nel senso, mi piace piangere se so che sto andando al cinema per piangere anche se di solito io sono quella che resta seria ed è circondata da persone che cercano i fazzoletti in borsa.
Capita a volte che un pianto disperato sia tutto quello di cui abbiamo bisogno e vi spiego anche quali sono le cause:
-il ciclo durante le vacanze
-tua mamma ti ha appena detto che ha buttato il peluche con cui sei cresciuta perché “era pieno di polvere e non lo usava nessuno”
-il ciclo prima del week end
-Ben Affleck e Jennifer Garner si sono lasciati
il ciclo di lunedì
-è finita la Nutella
-il ciclo l’ho già detto?
Se queste cose succedono tutte insieme mi dispiace un sacco, sappiate solo che vi penso perché probabilmente siamo nella stessa situazione.

 

1. Io prima di te (2016) – 1h51min

Live boldly. Push yourself. Don’t settle

Quando ho letto il libro mi sono dovuta fermare perché dilaniata dalle lacrime, il film mi ha solo distrutta emotivamente ma sono stata forte, ve ne ho parlato qui perché ne avevo un sacco bisogno.
In parole povere, lei è Daenerys della casa Targaryen, “Nata dalla tempesta”, la prima del suo nome, regina degli Andali, dei Rhoynar e dei Primi Uomini, signora dei Sette Regni, principessa di Roccia del Drago, khaleesi del Grande Mare d’Erba, “la Non-bruciata”, “Madre dei Draghi”, regina di Meereen, “Distruttrice di catene”, lui è Finnick Odair.
Quando Will Trainor (Sam Claflin), ha un incidente che lo costringe in un letto, Lou Clark (Emilia Clarke) diventa la sua infermiera e si scopre essere l’unica in grado di ridonargli il sorriso.
Il film è romanticissimo, colonna sonora straziante e in lingua originale gli accenti sono pazzeschi, consiglio di guardarlo con qualcuno perché poi scaturiranno discorsi mistici in merito a testamento biologico, eventuale eutanasia e amori impossibili.

 

2. Now is good (2012) – 1h43min

Live every moment, love every minute

Tessa Scott (Dakota Fanning) ha la leucemia ed una lista di cose da fare prima di morire, Adam (Jeremy Irvine) è il suo neoarrivato vicino di casa e farà di tutto per spuntare ogni voce della bucket list di Tessa.
Prima di provare a guardare il film (dico “provare a guardare” perché l’ho cominciato tre volte e mi sono sempre dovuta fermare perché metaforicamente sotto un treno) consiglio di ascoltare I know you care di Ellie Goulding, canzone che lei in realtà ha scritto per suo padre e che non ha granché a vedere con la trama, ma che ci prende per mano e ci porta in un posto in cui possiamo essere disperati tutti quanti.
Insieme.

 

3. One day (2011) – 1h47min

Twenty years. Two people

Emma e Dexter si conoscono non appena terminano l’università e da lì, ogni anno lo stesso giorno, seguiamo le loro vicende strazianti.
Le vicende di per sé non sono strazianti ma noi, mentre li vediamo innamorarsi, poi litigare, poi allontanarsi, innamorarsi e poi allontanarsi di nuovo, siamo più a pezzi di un puzzle perché si tratta di una storia per la vita.
Se non l’avete visto e decidete di vederlo per colpa mia poi scrivetemi che commentiamo insieme quest’ultima frase di cui, sappiate, mi pento già.

 

4. Still Alice (2014) – 1h41min

Live in the Moment

Ricordo di averlo visto in un cinema vicino casa, uno di quelli che hanno più sedie rotte che sedie intere, e dove i miei mi portavano da piccina. Stavo studiando per l’esame di linguistica generale, Saussure, Coseriu e tutto il resto, quando ho conosciuto Julianne Moore nei panni di Alice Howland, performance che le è valsa l’Oscar.
Alice insegna linguistica all’università ma poco alla volta cominciano a mancarle le parole, si perde, dimentica: all’Alzheimer non interessa quante lauree hai.
Da segnalare la performance di Kristen Stewart che secondo me, dopo l’impareggiabile performance di Twilight in cui non cambiava espressione nemmeno per sbaglio, ha quasi imparato a recitare.

 

5. Amore e altri rimedi (2010) – 1h51min

You met thousands of people, and none of them really touch you. And then you meet one person, and your life is changed forever

Qui niente Alzheimer, c’entra però il Parkinson di cui il personaggio di Anne Hathaway è affetto. Jake Gyllenhaal è il rappresentante di una casa farmaceutica e conosce Maggie quasi per caso: ci si può davvero imbarcare in una relazione in cui fin da subito sembra chiaro che uno dei due avrà più bisogno dell’altro?
Non so dirvi la risposta, sono sicura che dal film si capisca ma mi sa che stavo piangendo.

Ci sono un’infinità di film che ti distruggono dentro, ho scelto quelli che distruggono me e, da brava ipocondriaca, ci sono malattie dappertutto tranne in uno che però non posso dirvi come va a finire perché quello del no-spoiler è l’unico voto che io abbia mai fatto.
Se vi andasse di farmi piangere, e di farlo con il mio consenso perché far piangere le persone potrebbe non essere percepita come una cosa bella, ditemi cosa sconvolge voi: l’inverno è lungo ed io ho già comprato i Kleenex.
Un bacio a testa,
-M

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