4 artisti da apprezzare: The Hipster Corner

E siamo arrivati di nuovo al mio mercoledì del mese preferito. Sempre in bianco e nero, sempre pronti a scoprire cose nuove, sempre più hipster!

 

1. James Arthur

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James Arthur è stato il vincitore della nona stagione di X Factor UK (2012). Durante la competizione ha deciso di gareggiare per la finale con Impossible (cover di Shontelle), primo singolo estratto dall’album di debutto che porta il suo nome (2013):

Magari non vi interessa ma ci tenevo a farvi sapere che non credo molto nei talenti usciti da programmi del genere o nei talent show in generale ma, per qualche strano motivo, lui è riuscito a convincermi da subito.
Ho deciso di parlarvi di James questa settimana perché, dopo anni di pausa, il 9 Settembre ha rilasciato il nuovo singolo, Say You Won’t Let Go, che precede l’uscita del secondo studio album, Back from the Edge, in uscita il 28 Ottobre.

Se il primo album era un misto di pop con influenze blues/soul, dalla prossima uscita non so veramente cosa aspettarmi (nel dubbio io spero sempre in qualcosa di sperimentale). Personalmente trovo le sue capacità di songwriting molto interessanti, non innovative ma comunque il ragazzo sa raccontare e lo sa fare in maniera fluida.
Live ha mostrato di saper emozionare e questa è una delle caratteristiche che, assieme alla scrittura, trovo fondamentali in un artista.

Spero che Impossible la conosciate tutti.
La mia preferita dal primo studio album è questa:

 

2. James Blake

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Questa settimana parleremo anche di un altro James, di cui però vi avevo già accennato qualcosa qui.
Vorrei seriamente riuscire a trovare le parole per descrivervi il genio di James Blake ma penso che fallirei miseramente. Mi limiterò quindi a darvi delle informazioni base e a giudicare sarete voi.

Artista londinese, Blake sa fare tutto e ovunque. Per farvi capire di cosa sto parlando:

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Il ragazzo è in circolazione dal 2010, dalla pubblicazione del suo primo EP, The Bells Sketch, seguito poi da CMYK, Klavierwerke, Enough Thunder Love What Happened Here. L’ultimo EP, recentemente pubblicato è 200 Press (2014).
Per quanto riguarda gli studio album, James Blake è il primo, rilasciato nel 2011, Overgrown (2013) è l’album che lo ha fatto conoscere al pubblico internazionale e The Colour in Anything è l’ultimo, pubblicato quest’anno.
James è considerato da molti la figura portante della comunità post-dubstep ma la sua musica non si limita solo a suoni martellanti ed elettronici, ascoltandolo riuscirete anche a percepire molte influenze soul.

Quando ho ascoltato Overgrown per la prima volta, mi è sembrato di essere arrivato al giudizio finale, mi spiego meglio: avete presente la storiella cristiana che narra che una volta morti saremo giudicati per tutto quello che abbiamo fatto in vita e rivivremo tutto ciò in un secondo netto? Ecco, mi sono sentito esattamente così.
Se dovessi descriverlo direi che la sua musica è evanescente ma presente, i testi vanno oltre l’essere enigmatici e la voce riesce a rigenerare delle corde che pensavi fossero spezzate da tempo.
James Blake è un’esperienza celestiale da provare a piccole dosi.

A tutti gli amanti della musica sperimentale/elettronica e della self-production consiglio di iniziare a raggruppare più informazioni possibili, perché lui potrebbe diventare la vostra nuova droga.

Lo conoscerete per questa:

La mia preferita da James Blake è questa:

Da Overgrown:

Da The Colour in Anything questa con Bon Iver:

 

3. Joan Thiele

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Dovete sapere che non sono un amante della musica italiana e quando capita che artisti italiani cantino in inglese, semplicemente continuo a non ascoltarli. Questa volta però sono stato fregato!
Joan si chiama Alessandra, è per metà italiana ma canta esclusivamente in inglese ed è conosciuta come “la ragazza con la chitarra”. Dopo aver vissuto molti anni in Costa Rica e in Colombia con i genitori, è tornata in Italia per poi partire per Londra e iniziare a scrivere canzoni e sperimentare il mondo dei tour on the road dai 18 anni.
Notata grazie ad una cover di Hotline Bling di Drake, Joan pubblica il primo EP di esordio a Giugno di quest’anno con la Universal e attualmente sta lavorando al suo album di debutto (ovviamente autoprodotto) in uscita il prossimo anno.
Le influenze che sono riuscito a percepire nella sua musica sono variegate, forse l’aver vissuto in diversi luoghi del mondo e l’aver toccato con mano culture così distanti tra di loro hanno permesso a Joan Thiele di esprimersi nel modo più completo possibile.

Potreste conoscerla per questa:

La mia preferita (video annesso) dall’EP Joan Thiele è questa:

 

4. Troye Sivan

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Australiano, Troye Sivan nasce come youtuber e molti di voi forse lo riconosceranno proprio per questo. Troye ha avuto anche la fortuna di essere uno dei pochi youtuber riusciti ad avere una carriera nella musica considerata tale anche dall’industria musicale stessa.
Dopo un EP di successo, TRXYE, rilasciato nel 2014 e una collaborazione con Zedd, Troye, un anno dopo, pubblica Wild, il suo secondo EP, seguito appena 3 mesi dopo dal suo album di debutto, Blue Neighbourhood.
Lo stile è molto più dreamy rispetto ai lavori precedenti, molto più vicino al mondo di Lorde a livello di testi e di produzione dei brani.

Il lancio del suo album di debutto è stato accompagnato da una trilogia di video che tratta di un tema delicato e molto vicino all’artista. Indipendentemente dal vostro pensiero riguardo l’argomento (che scoprirete guardando il video qui sotto), consiglio a tutti di aprire un po’ gli occhi e di ricordare a noi stessi ma soprattutto a chi ne ha bisogno che siamo nati liberi. Liberi di sperimentare, liberi di amare, liberi di essere felici nella maniera che consideriamo più consona a quello che siamo.

Recentemente ha deciso di collaborare con Alessia Cara per la rivisitazione di una delle canzoni contenute in Blue Neighbourhood, intitolata Wild:

Dal primo EP, TRXYE vi consiglio di ascoltare l’unico singolo estratto:

Dal secondo EP:

Dall’album di debutto, questa è la mia preferita:

Ma vi consiglio di ascoltare anche questa:

 

Nic.

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